Per ogni azienda che punta ad espandere il proprio mercato all’estero, il concetto di “internazionalizzazione” è fondamentale.
Purtroppo questo tema viene spesso affrontato con superficialità, poiché molti dei suoi aspetti chiave, soprattutto nel campo della SEO, non sono ben noti.
Prima di passare alla spiegazione pratica è quindi importante partire dalle basi di una strategia SEO multilingua.
Strategia a livello di dominio o URL
Il motivo per cui è necessario scegliere tra una strategia a livello di dominio o a livello di URL riguarda un fattore di posizionamento: i link esterni.
Il posizionamento di un sito dipende in gran parte dalla scelta del dominio.
In generale, ci sono tre possibilità per i siti internazionali:
- Un dominio specifico per ogni paese: miosito.it, miosito.es, miosito.fr.
- Un dominio universale con directory diverse: miosito.com/it/, miosito.com/es/, miosito.com/fr/.
- Un dominio universale con sottodomini diversi: it.miosito.com, es.miosito.com, fr.miosito.com.
Se si sceglie la prima opzione (un dominio per ogni paese), allora ogni singolo sito dovrà essere impostato separatamente: pertanto, se miosito.it riceve un link, questo non avrà alcuna influenza su miosito.es, ad esempio. E se miosito.es non riceve link, sarà molto difficile per esso posizionarsi nelle pagine dei risultati con un buon ranking.
La seconda e la terza opzione, invece, sono diverse su questo punto perché i link esterni portano benefici all’intero dominio, quindi il link ricevuto da /it/ influenzerà anche /es/.
Meglio un dominio generico o specifico per nazione?
È necessario prestare attenzione anche a un altro aspetto: Google divide i domini in nazionali (ccTLD, ovvero ad esempio .it, .es, .fr) e generici (gTLD, come .com, .net, .org).
I primi hanno il vantaggio di essere perfettamente associati con un paese specifico: ad esempio un .it per l’Italia è perfetto. Tuttavia, questo aspetto è uno svantaggio per tutti gli altri paesi.
In generale, è quindi preferibile scegliere un TLD di dominio generico se si vuole espandere il proprio business anche ai mercati internazionali.
Esistono soluzioni intermedie quando si tratta di una strategia a livello di dominio o URL, difatti molti brand famosi utilizzano domini nazionali (.it, .es, .fr) per i loro mercati più importanti, mentre si affidano a domini generici per quelli secondari.
Cos’è il tag hreflang e perché è fondamentale settarlo correttamente
Il principale aspetto tecnico da prendere in considerazione per settare correttamente il proprio sito web a livello internazionale è il tag hreflang.
Si tratta di un parametro che si trova in tutte le varianti di una pagina e che collega la pagina a tali varianti in modo reciproco.
Ad esempio, se un sito ha le pagine /it/pagina-principale.html e /en/homepage.html, è possibile inserire al loro interno i seguenti tag:
<link rel=”alternate” hreflang=”it” href=”https://www.miosito.com/it/pagina-principale.html”/>
<link rel=”alternate” hreflang=”en” href=”https://www.miosito.com/en/homepage.html”/>
I tag hreflang hanno valore solo sulla singola pagina, quindi non vanno inseriti solo sulla HomePage.
Gli hreflang non migliorano il posizionamento su Google, ma sono responsabili della corretta visualizzazione dei contenuti.
Pertanto, se un utente clicca su un contenuto nelle pagine dei risultati, Google gli mostrerà immediatamente la versione nella lingua corretta, il che può potenzialmente portare ad un aumento delle conversioni.
Link interni
Google scopre i contenuti di un dominio principalmente attraverso i link interni, e questo vale anche per i siti internazionali.
Affinché Googlebot possa accedere a tutte le home page internazionali (/it/, /es/, /fr/, ecc.), è utile inserire dei link su tutte le pagine.
Un modo efficace per farlo è creare un menu di navigazione con le bandiere che permettono di accedere alle diverse lingue, questo tipo di navigazione può essere creato utilizzando diversi metodi, ed i principali CMS, come ad esempio WordPress, hanno plugin adatti allo scopo.
Localizza tutti i parametri
Una cosa molto importante che spesso viene ignorata: se offri contenuti del sito in diverse lingue, tutti gli elementi della pagina devono essere adattati alla lingua corrispondente.
Quindi ricordati di impostare correttamente i seguenti parametri:
- Titolo della pagina
- Meta descrizione
- Indirizzo URL
- Il contenuto testuale della pagina, compresi gli elementi di navigazione
- Schema markup
- Immagini (in particolare: URL dell’immagine, attributo alt, descrizione)
Conclusione
Quando vuoi espandere il tuo mercato alle lingue estere, devi innanzitutto partire dalla domanda fondamentale: quale dominio e quale struttura URL sono più adatti alla tua azienda? È meglio basare i contenuti sulla lingua, sul paese o su entrambi?
È necessario pensare a come mettere in pratica gli aspetti tecnici nel modo migliore: non è raro trovare siti in cui le pagine in spagnolo contengono i titoli delle pagine in italiano. Generalmente in questa fase si verificano numerosi piccoli errori che sono assolutamente evitabili.
Alla fine quello che conta veramente è il contenuto: molte aziende si limitano a tradurlo, mentre altre lo adattano alle esigenze del paese corrispondente. Se si considera davvero il motto “Content is king”, allora anche il tuo sito web non dovrebbe essere da meno.




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