Le parole chiave sono ancora oggi uno degli elementi fondamentali di una strategia SEO: tuttavia, soprattutto per chi si avvicina alla SEO da dilettante, gli errori sono frequenti e rischiosi, e ci sono almeno 7 errori con le parole chiave in cui è possibile incappare, che possono compromettere indicizzazione, posizionamento e rendimento del tuo sito web.

Scrivere l’articolo pensando solo alla parola chiave

Scrivere contenuti ottimizzati per la SEO non significa solo pensare al possibile posizionamento sui motori di ricerca, ma anche intercettare l’approvazione dei lettori che approdano sulla pagina, che devono trovare il testo interessante e leggibile.

Pertanto, un contenuto che serve solo a supportare la parola chiave o ruota attorno ad essa, senza fornire approfondimenti o idee utili, rischia di non ottenere gli effetti desiderati e di vanificare il lavoro.

Questo è ancora più vero al giorno d’oggi, dopo che Google ha spinto ad abbandonare i vecchi sistemi di ricerca delle parole chiave e a scrivere solo articoli orientati alla SEO per favorire un approccio orientato alla soddisfazione delle esigenze degli utenti e quindi pagine che siano precisamente utili.

Non utilizzare keyword correlate e sinonimi

Google non solo comprende le variazioni grammaticali, ma le apprezza e le incoraggia! un errore molto diffuso relativo alle parole chiave è proprio quello di non sfruttare il potenziale della lingua, ovvero di non inserire nel testo sinonimi, parole chiave più lunghe, le cosiddette “long-tail keywords“, che servono a migliorare la leggibilità e anche a dare profondità e spessore al contenuto.

Non inserire la parola chiave nel contenuto!

Può sembrare paradossale, ma talvolta ci sono pagine e articoli che riescono a posizionarsi per una parola chiave che… non è presente nell’intero testo! In questi casi, che sono il risultato delle numerose variabili prese in considerazione dall’algoritmo di Google, si spiega anche come un approccio poco professionale alle strategie SEO possa dare risultati parziali, con progetti che, attraverso un intervento più mirato ed efficace, potrebbero diventare davvero redditizi.

Ad esempio, se Google ha già trovato, indicizzato e posizionato una parola chiave sulla nostra pagina che non avevamo previsto, o se ci rendiamo conto che la keyword inizialmente considerata come principale non funziona, è possibile correggere il contenuto e migliorarlo in base a queste indicazioni per ottenere un feedback migliore.

Pubblicare più articoli basati sulla stessa keyword

Oggi il processo di ricerca delle parole chiave si basa sull’identificazione dell’intento di ricerca e dei relativi cluster di keywords necessarie per approfondire l’argomento senza uscire dai binari rispetto a ciò che piace a Google e alle esigenze degli utenti.

Ciò implica tuttavia che l’analisi delle parole chiave relative a un contenuto che aspira a scalare le SERP deve essere ancora più precisa, al fine di non rovinare tutto il lavoro in molti articoli mal posizionati che danno luogo all’effetto “cannibalizzazione e a possibili conflitti interni.

Keyword stuffing: esagerare con la parole chiave

Le continue evoluzioni dell’algoritmo di Google hanno cambiato notevolmente l’approccio ai contenuti di una pagina: oggi riempire il testo con ripetizioni di una parola chiave, il cosiddetto “keyword stuffing, è un grave errore, sia per i crawler che per i lettori.

Anche perché l’effetto finale è un articolo grammaticalmente scorretto e apparentemente trascurato, in cui la leggibilità viene sacrificata in nome di una presunta ottimizzazione SEO, legata anche al rigoroso rispetto dei parametri della densità delle keyword: in realtà, non è più necessario forzare il testo con la parola chiave specifica che si intende posizionare, ma è meglio puntare su un contenuto fluido e comprensibile anche perché Google e gli altri motori di ricerca comprendono le variazioni.

Non ottimizzare localmente

La SEO local cioè l’attività che si occupa della ricerca geolocalizzata è sempre più importante e Google sta puntando molto sulla visualizzazione di SERP legate alla posizione geografica dell’utente: non tenere conto di questo aspetto significa commettere un errore che può compromettere la strategia SEO.

Come nei casi precedenti, cercare di puntare al massimo e trascurare i vantaggi che derivano dal delimitare il campo d’azione di un sito rischia di far sprecare tempo e denaro.

Un consiglio in questo senso è quello di cercare di declinare la keyword per una località precisa, avendo cura di ottimizzare il contenuto della pagina in modo efficiente e apparire quindi nelle ricerche geolocalizzate.

Concentrarsi solo sulle keyword più ricercate

Un ultimo errore molto comune è quello relativo alle parole chiave “vanitose, ovvero quelle keyword che sembrano attraenti in termini di volumi di ricerca ma che, analizzate più in profondità, non offrono alcun valore aggiunto al sito web in termini di traffico organico e conversioni.

Al contrario, essendo troppo vaghe, rischiano di attirare sulla pagina utenti non interessati, che quindi abbandonano il sito in breve tempo e senza interagire, causando un aumento del bounce rate, che è un parametro su cui Google valuta un sito.

Sicuro che il tuo sito non stia commettendo questi errori?

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